Una scelta palesemente smentita dal lavoro che svolgono quotidianamente.Le lavoratrici e i lavoratori dei 21 centri raccolta materiale della val di Non non ci stanno più a fare da bancomat alla Comunità di valle,
“Da mesi – informa una nota – lamentano l’applicazione di un contratto sbagliato che frutta all’ente locale un buon risparmio, ma che si traduce in una perdita mensile lorda di salario che arriva fino a 450 euro”.
La contestazione è nata in seguito alle mancate risposte da perte della comunità di Valle e della cooperativa che gestisce l’appalto, “Il Lavoro”. Il nodo da sciogliere è l’applicazione di un contratto più povero, il multiservizi, anziché quello che il sindacato ritiene corretto, cioè il Ccnl dell’igiene ambientale.
Da sei mesi, segnala la sigla, le buste paga sono più leggere grazie al differenziale della retribuzione oraria che nel multiservizi è di 3 euro in meno l’ora. Il sindacato spiega che il “trucco” consiste nell’aver “inquadrato gli addetti come “semplici custodi”: “Una scelta palesemente smentita dal lavoro che svolgono quotidianamente”, accusa la Filcams Cgil.
Siamo di fronte ad un vero e proprio paradosso, da una parte la Comunità fa un affidamento per servizio di custodia del Crm, dall’altra declina nel dettaglio le operazioni che devono essere garantite e che vanno ben oltre la mera custodia. A guadagnarci sicuramente la società che ha vinto l’appalto, ma soprattutto la stessa Comunità di Valle che in questo modo ha previsto nel capitolato un contratto meno oneroso,
