Con la firma del 29 giugno si segna un punto importante per l’adozione del Lavoro Agile nel Comparto Pubblico Trentino, un Accordo reso possibile grazie alla tenacia e alla determinazione del Sindacato e della Fp Cgil in particolare che, insieme alla revisione degli Ordinamenti Professionali, ha posto questi due temi al centro della propria azione sindacale nella partita per il rinnovo del triennio 12019/2021.

Questi i punti principali dell’Accordo:

  • Concertazione con le OO.SS. firmatarie dell’individuazione delle attività non “smartabili” e del contingente di personale impiegabile nell’ente o struttura;

  • Volontarietà;

  • Concilazione delle esigenze dei lavoratori e del miglioramento dei servizi con prioritaria valutazione – ove necessario – delle condizioni di fragilità e/o di maggior tutela; ulteriori condizioni, quali distanza residenza/sede di lavoro ed altre potranno essere oggetto di contrattazione decentrata e/o di settore (art. 30 CCPL);

  • Individuazione degli elementi costituenti l’Accordo Individuale, tra cui:

    – durata (giornata intera o frazione, max 2 giornate sett. – 3 per particolari categorie di lavoratori – 5 in casi eccezionali);

    – attività da svolgere, fasce temporali, disconnessione, luogo di lavoro, modalità di controllo, modalità di recesso, dotazione informatica (di norma fornita dall’ente e, in caso di indisponibilità, dal dipendente);

  • Fascia di collocabilità della prestazione in L.A., dalle 7:00 alle 20:00, all’interno della quale va collocato l’orario di lavoro giornaliero;

  • Fascia di presenza obbligatoria (non superiore a 4 ore) da collocare tra le 9:00 e le 17:00;

  • Fascia di inoperatività, nella quale al dipendente non può essere richiesta alcuna prestazione;

  • Formazione specifica per l’utilizzo di piattaforme informatiche e delle modalità di comunicazione e autonomia organizzativa;

  • Obblighi di informazione e vigilanza su salute e sicurezza;

  • Verifica della disciplina introdotta entro sei mesi dall’applicazione dell’Accordo.

Due i punti che, a nostro parere, andranno ulteriormente discussi e sui quali si è trovato in ogni caso una mediazione soddisfacente, viste le premesse e le posizioni di partenza:

Luogo della prestazione

Il tema del confine del territorio provinciale o limitrofo è stato posto in modo quasi dogmatico dall’Apran, secondo le direttive della giunta. Riteniamo che questa rigidità sia controproducente e contraddica la potenzialità stessa dello strumento del Lavoro Agile per attrarre o trattenere il personale dei piccoli comuni che è di fatto indotto a licenziarsi o a non accettare l’impiego piuttosto che trasferirsi in luoghi poco agevoli. Come anche chi, per relazioni familiari o semplicemente per propria scelta, potrebbe tranquillamente assicurare la prestazione lavorativa anche da luoghi ben più distanti dalla sede di lavoro.

Contiamo di migliorare il testo alle prossime occasioni, avendo in ogni caso introdotto una deroga al principio generale su cui vigileremo.

Buono Pasto

La nostra richiesta di prevedere il buono pasto per il personale in Lavoro Agile è stata a lungo dibattuta nel corso degli incontri ma non c’è stata alcuna apertura; per questo abbiamo previsto un rinvio del tema nel prosieguo del confronto sul CCPL 2019/2021 anzichè sancire in via defintiva – come reiteratamente richiesto da Apran – il “non diritto” al buon pasto per chi opera in Lavoro Agile.


Un Accordo importante dunque, che si aggiunge a quelli sulla parte economica sottoscritti il 31 maggio (adeguamento tabellale del 5%, fascia economica per tutti gli aventi diritto, arretrati 19/21, adeguamento indennità e una tantum per il personale Apsp) e ci proietta alle prossime sfide sulla parte normo-giuridica 2019/2021 e, soprattutto, sulla revisione degli ordinamenti professionali e dei sistemi di classificazione per la migliore valorizzazione del personale e dei servizi pubblici del Trentino.

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